Quando si parla di ‘mutuo ristrutturazione senza fatture’, in realtà si intende questo: un mutuo con erogazione a SAL (stati di avanzamento lavori) in cui, dopo ogni perizia, la tranche viene accreditata sul conto corrente del cliente anzichè pagare dietro esibizione di fattura, con bonifici effettuate dalla banca erogante, i fornitori o le aziende che stanno eseguendo le opere di ristrutturazione.
Un vantaggio enorme per il cliente che quasi nessuna banca adotta, ma che puoi trovare tra i prodotti convenzionati di Settore Crediti con il suo mutuo speciale dedicato proprio all’acquisto prima casa + ristrtturazione.
Il punto chiave: SAL con accredito sul conto del cliente (non pagamento “dietro fattura”)

Quando si parla di mutuo ristrutturazione (o acquisto + ristrutturazione), il dettaglio che cambia tutto non è il tasso: è come vengono erogati i soldi dei lavori. Nella pratica esistono due scenari.
Scenario 1 — Erogazione “a fatture”: paga la banca, tu incastri tutto (più complesso)
In molte banche l’erogazione funziona così: per sbloccare la tranche devi presentare documenti di spesa (tipicamente fatture) e, in base alla policy, la banca può pagare direttamente l’impresa oppure rimborsare spese solo dopo rendicontazione. Tradotto: il denaro non passa davvero “in mano” al cliente come leva gestionale; passa come rimborso o come pagamento vincolato.
Perché questo rende più difficile la ristrutturazione?
Primo: perdi controllo sul flusso di cassa. In cantiere spesso serve pagare acconti, anticipi per materiali, ordini, lavorazioni “a cavallo” tra una fase e l’altra. Se ogni passo dipende dall’esibizione di fatture e dalle tempistiche bancarie, ti ritrovi facilmente con lavori fermi o imprese che lavorano “col freno a mano”.
Secondo: riduci il potere contrattuale con l’impresa. Se “paga la banca” a fronte fattura, diventa più duro trattenere parte del pagamento finché il lavoro non è fatto bene o finché non vengono sistemati difetti. Nel mondo reale, la leva del pagamento finale è spesso l’unica cosa che fa miracoli.
Terzo: aumenti burocrazia e attriti operativi. Tra emissione fatture, controlli, tempi di lavorazione e richieste integrative, la gestione diventa più lenta e rigida. E una ristrutturazione lenta costa quasi sempre di più, anche solo per inefficienze e tempi morti.
In sintesi: è un modello “contabile”. Funziona, ma chiede al cliente di adattare la ristrutturazione ai tempi della carta.
Scenario 2 — SAL con perizia e accredito sul conto del cliente: la banca controlla l’avanzamento, tu gestisci il cantiere (più governabile)
Nel modello che propone Settore Crediti attraverso il suo mutuo acquisto più sal, l’erogazione avviene per stati di avanzamento lavori (SAL): la banca verifica con perizia che i lavori siano realmente avanzati e, una volta verificato, sblocca la tranche accreditandola sul conto corrente del cliente. Quindi il controllo della banca resta (perizia, coerenza col progetto, valore dell’immobile), ma la gestione dei pagamenti e della ristrutturazione resta in mano a chi sta vivendo il cantiere: il cliente.
I vantaggi operativi sono molto concreti.
Primo: flusso di cassa più fluido. Puoi pagare acconti, materiali e lavorazioni nel momento giusto, senza aspettare che ogni passaggio si “trasformi” prima in documento di spesa e poi in autorizzazione bancaria.
Secondo: più controllo sui lavori. Paghi tu, e puoi scaglionare i pagamenti in modo intelligente: una parte all’avvio, una parte a lavori eseguiti, saldo dopo verifiche e rifiniture. Questo migliora la qualità, perché l’impresa sa che il pagamento completo dipende dalla consegna fatta bene.
Terzo: più flessibilità nella gestione (anche lavori in economia, se impostati bene). In molti casi, potendo gestire tu il denaro, puoi anche coordinare più fornitori, piccoli artigiani, o alcune lavorazioni “in economia”, sempre dentro un progetto coerente e con avanzamento dimostrabile in perizia. Non è “assenza di regole”: è libertà operativa dentro un perimetro tecnico verificabile.
Quarto: meno blocchi, meno stress, meno “cantiere ostaggio”. Chi ha ristrutturato lo sa: il rischio più comune è che un intoppo amministrativo si trasformi in settimane buttate. Un SAL che sblocca fondi sul conto dopo perizia riduce attriti e ti permette di guidare il ritmo dei lavori.
La frase che deve rimanere impressa
- Nel modello “a fatture”: la ristrutturazione deve adattarsi ai vincoli di pagamento della banca.
- Nel modello “SAL con accredito”: la banca controlla l’avanzamento, ma la regia del cantiere resta al cliente.
Confronto rapido: erogazione “a fatture” vs SAL con accredito sul conto
Scenario A – Erogazione a fatture (paga la banca / pagamento vincolato)
- Come si sblocca la tranche: presentazione fatture (e/o documenti di spesa) + tempi di gestione banca
- Controllo sul cantiere: più basso (la leva del pagamento è meno in mano al cliente)
- Acconti e materiali: spesso più difficili da gestire (si anticipa o si aspetta)
- Ritmo dei lavori: più rigido (il cantiere tende ad “adattarsi” alla burocrazia)
- Gestione difetti e rifiniture: più complicata (trattenere pagamenti diventa meno immediato)
- Flessibilità fornitori/artigiani: limitata (processo più “contabile”)
- Lavori in economia: di norma più difficili da integrare in modo lineare
- Rischio tipico: rallentamenti, attriti con imprese, lavori che si fermano per timing
Scenario B – SAL con perizia e accredito sul conto del cliente
- Come si sblocca la tranche: perizia di avanzamento lavori (SAL) → accredito sul conto
- Controllo sul cantiere: più alto (paghi tu e gestisci tu tempi e priorità)
- Acconti e materiali: più gestibili (puoi pianificare pagamenti coerenti col cantiere)
- Ritmo dei lavori: più fluido (la banca controlla l’avanzamento, tu governi l’operatività)
- Gestione difetti e rifiniture: più semplice (puoi scaglionare e trattenere fino a lavori a regola d’arte)
- Flessibilità fornitori/artigiani: maggiore (puoi coordinare più soggetti e fasi)
- Lavori in economia: più compatibili se impostati bene (progetto coerente + avanzamento dimostrabile)
- Vantaggio tipico: meno blocchi, più potere contrattuale, gestione più “da regista”
Come funziona, passo dopo passo (sequenza reale)
Quando si parla di mutuo acquisto + ristrutturazione con erogazione a SAL, la differenza la fa la sequenza operativa. Qui sotto trovi il flusso reale, quello che il cliente vive dall’inizio alla fine. È importante capirlo prima, perché una ristrutturazione non si gestisce bene “a intuito”: si gestisce bene con un metodo e con regole chiare fin dalla delibera.
Step 1: valutazione immobile + importo lavori
Si parte da due numeri: valore dell’immobile e costo dei lavori. La banca deve capire se l’operazione “sta in piedi” sia come garanzia (immobile) sia come sostenibilità (rata e redditi).
In questa fase si mette ordine su:
- prezzo di acquisto e valore di mercato;
- tipologia di intervento (leggero, medio, pesante);
- importo lavori realistico (non “a sentimento”);
- obiettivo finale: ristrutturazione estetica, miglioramento impiantistico, efficientamento, redistribuzione spazi, ecc.
Questo passaggio serve anche a evitare l’errore più comune: sottostimare i lavori, partire “stretti” e poi trovarsi a metà strada senza liquidità sufficiente.
Attenzione nella maggior parte dei casi, il mutuo relativo all’acquisto della casa sarà entro l’80% del costo dell’immobile così come l’erogazione della ristrutturazione a trance avverrò per un ammontare pari all’80% del preventivo dei lavori di ristrutturazione totali.
Step 2: documenti tecnici iniziali (computo, capitolato, preventivi)
Qui si costruisce la base tecnica che rende finanziabile il progetto. Se vuoi un SAL che funzioni bene (e che non diventi un incubo), servono documenti chiari.
Di solito parliamo di:
- computo metrico (o almeno un documento di dettaglio lavori con quantità e costi);
- capitolato (cosa si fa, con che materiali/standard);
- preventivi firmati (impresa o imprese coinvolte);
- eventuali pratiche edilizie se necessarie (CILA/SCIA, ecc.).
Questo è il punto dove “si vince” la pratica: documenti ordinati e coerenti riducono richieste integrative e accelerano tutto. Inoltre fanno capire subito alla banca che non stai improvvisando.
Step 3: delibera e impostazione SAL (numero tranche e tempistiche)
Una volta definita l’operazione, si arriva alla delibera e soprattutto si definisce il SAL: quante tranche, quando vengono richieste, e che cosa deve risultare in perizia per sbloccarle.
In pratica si concorda:
- numero di tranche (es. 2, 3 o 4, a seconda dell’entità dei lavori);
- logica di avanzamento (percentuali e fasi);
- tempistiche realistiche (evitare SAL “troppo stretti” che ti mettono in ansia);
- periodo massimo entro il quale devono venire svolti tutti i lavori (stimato in 6, 12 o max 18 mesi)
- documentazione “di supporto” che la banca potrebbe richiedere in base al caso.
Qui è fondamentale impostare il SAL pensando al cantiere vero, non alla teoria. Il SAL deve aiutarti a lavorare, non intralciarti.
Step 4: prima erogazione e apertura cantiere
Dopo la stipula e l’avvio, si entra nella fase operativa: l’acquisto è completato (se è acquisto + lavori) e il cantiere può partire.
A questo punto conta moltissimo la chiarezza con cui sono stati definiti:
- chi fa cosa (impresa principale, artigiani, fornitori);
- ordine delle lavorazioni;
- gestione di acconti e approvvigionamenti.
Se la pratica è stata impostata bene, questa fase è fluida: parti con i lavori e sai già quando e come potrai richiedere la tranche successiva.
Step 5: perizia di avanzamento → accredito tranche sul conto
Questo è il cuore del modello più comodo da gestire.
Quando raggiungi un avanzamento concordato, esce il perito per verificare che i lavori siano realmente stati eseguiti (o siano arrivati al livello previsto). Se la perizia conferma l’avanzamento, la banca sblocca la tranche, equivalente a crica l’80% della stima dei lavori eseguiti.
Nel mutuo con SAL “con accredito”, la tranche viene accreditata sul conto corrente del cliente. Tradotto: la banca controlla l’avanzamento (riduce il suo rischio), ma la gestione dei pagamenti resta in mano tua.
Questo ha vantaggi, come scritto in precedenza sono enormi in ristrutturazione:
- puoi pagare le imprese secondo il tuo piano, non secondo la rigidità “dietro fattura”;
- puoi trattenere una parte fino a lavoro fatto bene, rifiniture incluse;
- puoi gestire meglio imprevisti e micro-varianti (senza trasformare ogni cosa in un blocco amministrativo);
- se vuoi integrare una quota di lavori in economia, è più compatibile, perché la leva operativa è sul tuo conto (sempre restando dentro un progetto coerente e verificabile).
In breve: meno burocrazia, più controllo, più potere contrattuale. E spesso anche più qualità finale.
Step 6: chiusura lavori e perizia finale
Quando i lavori sono completati, si arriva alla perizia finale con l’erogazione di una ultima tranche solitamente pari all’importo residuo della parte di ristrutturazione che rimane da erogare. La fine lavori, serve a certificare che l’intervento è stato effettivamente portato a termine secondo quanto previsto e che il mutuo, terminato il periodo di pre-ammortamento, passerà in regolare ammortamento con il pagamento di una rata piena composta da capitale e interessi, anziché una rata più piccola composta da soli interessi e prevista proprio nel perio di pre-ammortamento.
Qui si “chiude il cerchio”:
- il perito verifica lo stato finale;
- viene sbloccata l’eventuale tranche conclusiva;
- l’operazione risulta completa e allineata ai parametri definiti all’inizio.
- parte la rata definitiva del mutuo totale di acquisto + ristrutturazione per gli anni stabiliti in partenza
Questo passaggio finale è importante anche perché evita zone grigie: la pratica finisce pulita, con lavori conclusi e valore dell’immobile aggiornato rispetto all’intervento effettuato.
Se stai valutando un mutuo prima casa + ristrutturazione e vuoi un’impostazione più gestibile (SAL con perizia e accredito delle tranche sul conto corrente del cliente, invece del classico schema “a fatture”), puoi richiedere una valutazione con Settore Crediti.
L’obiettivo è semplice: strutturare il SAL in modo realistico, chiarire subito i documenti necessari e impostare una pratica che ti lasci davvero controllo sul cantiere, grazie a una banca convenzionata con Settore Crediti che prevede l’erogazione con accredito.

Dove entrano (e dove NON entrano) le fatture
Qui si fa spesso confusione, perché “fatture” e “controlli” vengono mescolati. Nel mutuo a SAL con perizia, il controllo principale della banca è tecnico: verifica che i lavori siano realmente avanzati e coerenti con il progetto. Le fatture non sono automaticamente il “grilletto” che sblocca le tranche (quello lo fa la perizia), ma possono comunque entrare in gioco in due casi: quando vuoi ottenere benefici fiscali e quando la singola banca, per policy, pretende rendicontazioni più rigide.
Il caso “lavori in economia”: cosa è accettabile e cosa no
Per “lavori in economia” si intendono interventi gestiti direttamente dal cliente (o con piccoli artigiani/fornitori) senza un’impresa unica che fattura tutto “chiavi in mano”. In molti cantieri è normale: tinteggiatura, piccoli ripristini, montaggi, demolizioni leggere, parte delle finiture, acquisto diretto di materiali.
Cosa tende a essere accettabile, se il mutuo è impostato bene:
- una quota di lavori “non strutturali” o di finitura;
- acquisti materiali coerenti con capitolato e obiettivo lavori;
- lavorazioni che risultano visibili e misurabili in perizia (avanzamento reale);
- gestione di più fornitori, purché il progetto resti chiaro e non si trasformi in un “cantiere a caso”.
Cosa invece crea problemi (o rischia di bloccare tranche/perizia):
- lavori “in economia” su parti delicate/critiche senza tracciabilità tecnica (impianti, strutture, opere che richiedono abilitazioni e conformità);
- variazioni pesanti rispetto a computo/capitolato senza aggiornare il quadro;
- preventivi troppo generici o importi lavori scollegati dalla realtà del cantiere;
- tentare di far rientrare come “ristrutturazione” ciò che è, di fatto, spesa non collegata ai lavori previsti.
Il punto non è “faccio senza fatture quindi faccio come mi pare”. Il punto è: puoi avere più libertà di gestione, ma devi restare dentro un progetto credibile e verificabile.
Quando le fatture diventano indispensabili (detrazioni/bonus, policy banca)
Ci sono situazioni in cui le fatture non sono un optional ma una necessità.
- Detrazioni fiscali e bonus
Se vuoi portare in detrazione le spese (o accedere a bonus specifici), le regole fiscali richiedono documentazione di spesa e pagamenti tracciati secondo i criteri previsti. Qui le fatture servono perché non stai “convincendo la banca”: stai rendendo la spesa fiscalmente riconoscibile. - Policy della banca (non tutte lavorano allo stesso modo)
Alcuni istituti, anche con SAL, inseriscono richieste di rendicontazione più rigide: possono chiedere fatture, ricevute, contratti d’appalto o prove di spesa per determinate categorie di intervento o oltre certe soglie. Non è una legge universale, è una regola interna. Per questo la differenza si decide prima: si struttura la pratica scegliendo una banca e una modalità coerente con il tipo di cantiere che vuoi gestire.
Nel SAL con perizia la logica è “avanzamento verificato”, non “fattura = sblocco”. Ma se vuoi benefici fiscali o se la banca lo impone per policy, allora le fatture diventano parte del gioco. Il lavoro serio sta nel scegliere da subito lo schema giusto, così non ti trovi con un cantiere avviato e vincoli scoperti dopo.

Rischi e punti che fanno saltare il SAL
Il SAL è un meccanismo potente, ma non perdona l’improvvisazione. La banca ti dà fiducia “a tranche” perché vede ordine: progetto chiaro, documenti coerenti, avanzamento verificabile. Se uno di questi pilastri vacilla, la conseguenza tipica è semplice: tranche bloccata, perizia negativa, cantiere che rallenta (o si ferma). E quando un cantiere si ferma, costa.
Lavori diversi dal progetto approvato
Il rischio più comune è cambiare rotta in corsa senza aggiornare il quadro. In cantiere è normale aggiustare dettagli, ma quando lo scostamento diventa sostanziale (interventi diversi, costi spostati, lavorazioni non previste), la perizia può non “riconoscere” l’avanzamento rispetto a quanto era stato approvato.
Esempi tipici che creano attrito:
- spostare il budget su lavorazioni non previste inizialmente;
- cambiare l’ordine delle fasi in modo che in perizia risulti poco o nulla “misurabile”;
- introdurre opere che richiedono pratiche/abilitazioni e non sono state impostate.
Regola d’oro: prima si fa pulizia sul piano (documenti e percorso), poi si muove il cantiere. Non il contrario.
Tempistiche sballate e perizie negative
Il SAL vive di timing. Se la perizia esce “troppo presto”, il perito vede un avanzamento insufficiente e la tranche non si sblocca. Se esce “troppo tardi”, rischi di rimanere senza liquidità proprio mentre servono pagamenti e materiali.
Qui gli errori che fanno male sono due:
- chiedere la perizia quando i lavori non sono ancora in uno stato chiaramente verificabile;
- pianificare tranche e tempi senza considerare tempi reali di cantiere, consegne materiali e disponibilità imprese.
La perizia negativa raramente è un “capriccio”: quasi sempre è un disallineamento tra ciò che era stato dichiarato e ciò che risulta sul campo, in quel giorno.
Preventivi “generici” o incoerenti con il valore dell’immobile
Questo è il punto più delicato e, spesso, quello che fa saltare tutto ancora prima di iniziare.
Un preventivo generico (voci vaghe, importi “tondi”, poche specifiche) o incoerente con il valore dell’immobile e con il tipo di intervento manda segnali sbagliati alla banca: sembra un progetto poco controllabile, oppure una stima gonfiata o non credibile. Risultato: richieste integrative, ritardi, e a volte rimodulazioni dell’importo lavori o del SAL.
In fase documentale bisogna stare chirurgici su:
- coerenza tra computo/capitolato e preventivi;
- dettagli minimi delle lavorazioni (non “ristrutturazione completa”, ma cosa viene fatto davvero);
- congruità dei costi rispetto all’intervento e al contesto dell’immobile;
- sequenza lavori che consenta alla perizia di “vedere” l’avanzamento in modo evidente.
Qui entra il valore pratico del consulente: non è solo “inviare documenti”, è impostare l’operazione in modo che ogni tranche sia sbloccabile senza sorprese.
Proprio perché questa è un’operazione delicata, il consulente di Settore Crediti ti segue passo dopo passo: dalla preparazione dei documenti all’impostazione del SAL, fino al timing delle perizie. L’obiettivo è evitare errori banali ma costosi e portare a casa l’operazione senza inciampi, con una gestione del cantiere che resti sotto controllo.
Se vuoi, ti preparo anche una mini-checklist “anti-blocco SAL” (10 punti secchi) da mettere in fondo al capitolo: è oro per conversione perché fa percepire competenza e riduce ansia al lettore.
Un SAL ben impostato ti fa finire i lavori senza stress inutile
Il mutuo acquisto + ristrutturazione con SAL può essere una soluzione straordinaria, ma solo se viene costruito con criterio. Quando progetto, documenti e tempistiche sono coerenti, ogni perizia diventa un passaggio naturale e le tranche arrivano quando servono davvero.
In quel momento la ristrutturazione smette di essere una corsa ad ostacoli fatta di telefonate, blocchi e attese, e torna a essere ciò che deve essere: un percorso guidato, con un inizio e una fine chiari.
La differenza, nella pratica,non la fa la teoria del prodotto ma l’impostazione dell’operazione. Se il SAL è strutturato bene e l’erogazione avviene con accredito sul conto del cliente dopo la perizia, hai più controllo sul cantiere, più potere contrattuale con imprese e fornitori, e meno rigidità da gestire nei momenti in cui contano velocità e precisione. È proprio qui che una banca convenzionata con Settore Crediti può cambiare le regole del gioco: la banca controlla l’avanzamento, ma la regia resta tua.
Se vuoi capire subito se il tuo caso rientra in questa modalità, contatta Settore Crediti e raccontaci in due righe immobile, prezzo e lavori che vuoi fare. Ti diciamo se la strada è percorribile e come impostarla correttamente, senza mosse a vuoto e senza sorprese a cantiere aperto.
